Articoli recenti

LOST IN TRANSLATION: PAROLE INTRADUCIBILI ILLUSTRATE

by / mercoledì, 23 Dicembre 2015 / Published in Dotwall

15 dicembre 2015 – In ogni lingua esistono singoli vocaboli la cui traduzione richiede lunghi giri di parole: in giapponese, ad esempio, esiste un termine preciso per indicare la pila di libri non letti sul comodino… attraverso il linguaggio universale del disegno, alcune illustratrici hanno provato a rendere di immediata comprensione queste bellissime parole.

L’artista inglese Marija Turina ne ha scelte 14 e le tradotte in immagini, tra cui il tedesco Schadenfreude, ossia il piacere che deriva dal constatare le sfortune di un’altra persona: la cosiddetta cazzimma napoletana!

Di grande fascino, inoltre, il termine Duende che in spagnolo indica il misterioso potere di un’opera d’arte di colpire nel profondo una persona. Cafuné, invece, se in italiano suona decisamente male, in portoghese brasiliano traduce l’atto di passare teneramente le dita tra i capelli di qualcuno. I giapponesi, chi lo avrebbe mai sospettato, parlano di Age-otori, quando qualcuno sembra più brutto dopo un taglio di capelli.

Ella Sanders ha raccolto ben cinquanta parole intraducibili in un libro, pubblicato quest’anno in Italia da Marcos y Marcos, dall’affascinante titolo Lost in translation.

Scopriamo così che Tima in islandese vuol dire “Not being able to spend time or money on a specific thing, despite being able to afford it“, ossia “Non essere disponibili a investire tempo o denaro per qualcosa, pur potendosela permettere“: quattro lettere per un concetto che in inglese e in italiano richiede più di 15 parole!

E via di questo passo in un affascinante viaggio attraverso la cultura delle lingue, che sempre rispecchia usanze e atteggiamenti dei rispettivi popoli: i tedeschi hanno una parola per un groviglio di cavi, ma anche per la piacevole sensazione che si prova stando soli nel bosco; la capacità di cogliere da uno sguardo lo stato d’animo altrui ha un nome preciso in coreano; gli svedesi, che scopriamo amanti del caffè, hanno inventato la parola Tretar per indicare il gesto di “riempire la tazzina per la terza volta”…

Tagged under: ,
TOP