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OGNI TRADUZIONE E’ UN PARERE

by / venerdì, 12 Dicembre 2014 / Published in Dotwall

12 dicembre 2014 – “Ogni traduzione è un parere” afferma Matteo Colombo, autore della nuova traduzione in italiano di un romanzo culto della letteratura americana, “Il giovane Holden” di J. D. Salinger, ripubblicato quest’anno da Einaudi.

Dalla “dichiarazione d’intenti” di chi ha affrontato le ellissi verbali di Don De Lillo e tradotto David Eggers e Palahniuk emerge con prepotenza la rivendicazione di tradurre non solo una lingua, ma tutto un mondo di pensieri e azioni. Portare nell’ immaginario dei lettori non madrelingua non solo parole, ma anche i significati più profondi.

Il testo originale magistralmente tradotto nel 1962 da Adriana Motti – che si inventò soluzioni originali per rendere il linguaggio scanzonato, naif e maleducato del giovane Holden con le stesse valenze semantiche per i giovani d’allora – oggi sembra superato.

Matteo Colombo ha reinventato una traduzione che tiene conto dei decenni trascorsi e cala il ragazzino americano in un linguaggio più “sporco” ma più attuale e aderente al contesto contemporaneo. Un esempio – il più eclatante – la traduzione delle “four letter words” – le parolacce – che nella versione precedente erano state edulcorate. Inoltre si riscontra una ricerca di varietà linguistica nell’ampliare le ristrettezze semantiche e ripetizioni che, tradotte in italiano, rendono il testo povero e pedante.

Ci potranno essere obiezioni sulla necessità di ritradurre un testo per attualizzarlo, ma sicuramente la “versione Colombo” contribuisce a dare nuovo vigore ad un long seller che ha attraversato generazioni e generazioni di lettori ed è considerato un caposaldo dei romanzi di formazione.

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