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ORBAN AL CISCO LIVE 2015: “INTERNET OF THINGS? INEVITABILE

by / mercoledì, 28 Gennaio 2015 / Published in Dixit ...

Milano, 28 gennaio 2015 – Che cosa è l’Internet of things? Quanto influenzerà l’economia mondiale? E, soprattutto, quanto cambierà le nostre vite? A queste domande ha voluto rispondere l’Internet of Everything Italian Forum, tenuto a Milano il 28 gennaio all’interno della cornice internazionale del CISCO Live 2015.

David Orban, technology development leader di Dotwords, CEO di Dotsub e uno dei massimi esperti della “Internet degli oggetti”, è stato chiamato da CISCO a fornire la propria visione con una relazione keynote alla conferenza. “Quando i PC sono nati” ha ricordato “erano ciechi e sordi. Gli dovevamo dire tutto, nutrendoli di schede perforate. Poi hanno iniziato ad avere memoria e capacità di analisi e ci hanno aiutato a non sbagliare, come fa il correttore automatico di Word. Poi hanno guadagnato i ‘sensi’ e iniziato a svincolarsi dall’utilizzatore umano. Per esempio, i cellulari non hanno più la tastiera, grazie all’eccezionale sviluppo della tecnologia touch. E adesso, con le interfacce conversazionali, che riconoscono il parlato e rispondono, i computer si svincolano anche dalla necessità di avere uno schermo”.

“E’ un bel salto” sottolinea Orban. “I computer in maniera autonoma, grazie ai loro sensori, andranno a interpretare il mondo senza bisogno di un umano che dica loro cosa fare. E lo faranno con una capacità enorme di raccogliere ed analizzare dati, incomparabile con il passato. Quello che noi umani dovremo fare è insegnare alle macchine a buttare via tutte le informazioni inutili e tenere solo i dati che creano valore”.

Sarà un bel business economico? “Internet of things sarà un affare colossale. Significherà che qualsiasi manufatto sarà progettato, costruito e distribuito dotato del suo collegamento Internet. Se non l’avrà, sarà semplicemente inutile. Il costo per dotare ogni prodotto del collegamento sarà infinitesimale, non converrà nemmeno pensare di non farlo. E questo sta già accadendo: pensiamo alle lampadine Philips HUE, programmabili via telefono. Tutti gli oggetti saranno connessi”.

Le macchine prenderanno decisioni autonome, quindi. Fantastico o spaventoso? “Innanzitutto inevitabile” risponde Orban. “Ma è vero che dovremo affrontare interrogativi scientifici e ingegneristici di natura morale. L’auto che guida da sola dovrà scegliere in una frazione di secondo se investire il ciclista che d’improvviso taglia la strada o sterzare e cadere nel burrone. Il punto è questo: se vorremo che la promessa di Internet of things si avveri appieno, dovremo avere la capacità di delegare alle macchine decisioni morali. Mi rendo conto che ciò implicherà una scontro senza precedenti tra concezioni diverse della vita”.

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