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PLUNET SUMMIT DI BERLINO: IL RACCONTO DEL NOSTRO RESPONSABILE R&D LUCA PESENTI

by / domenica, 02 luglio 2017 / Published in Dixit ...
plunet in berlin

Durante la due giorni berlinese organizzata da Plunet, leader nei sistemi di business e translation management per i Language Service Provider, ho avuto modo di entrare in contatto con realtà da tutto il mondo e di tutti i tipi, quali no-profit, software houses produttrici di CAT tools, divisioni linguistiche di grandi aziende e istituzioni pubbliche internazionali, agenzie grandi e piccole.

Ho avuto occasione di sentire storie molto diverse, costruite su obiettivi a volte molto distanti tra loro: racconti di successi e fallimenti, esperienze pratiche di buona gestione e dettagli tecnici, ma anche spunti filosofici sulla necessità della comunicazione e l’importanza dei servizi linguistici come strumento di accesso ai diritti fondamentali e alla libertà: significativa la case hostory di MCIS Language Solutions http://www.mcislanguages.com, una no-profit canadese nata dal Servizio Immigrazione che offre servizi linguistici gratuiti a persone svantaggiate.

Ma a fronte di una tale varietà di esigenze e obiettivi, è emersa una esigenza comune a tutte le organizzazioni presenti: avere a disposizione strumenti che ci aiutino veramente a portare avanti il nostro lavoro, permettendoci di costruire un bagaglio di esperienza e cultura che consenta di raggiungere i migliori risultati.

In questo senso le tendenze in materia di gestione dei flussi aziendali e delle informazioni riguardano l’automazione. Le prossime versioni di Plunet metteranno a disposizione moduli che gestiranno in automatico e in background tutta una serie di passaggi che normalmente vengono svolti dai Project Manager: passaggi completamente personalizzabili e configurabili su misura dell’esigenza dei clienti, in modo da garantire massima libertà nella costruzione dei propri processi aziendali.

Preventivazione, preparazione dei progetti, notifiche e aggiornamenti sullo stato di avanzamento non richiederanno l’intervento del PM (se non in una fase iniziale di configurazione), ma verranno portate avanti in automatico dal software.

Parallelamente all’automazione, sono in aumento le possibilità di personalizzazione. Grazie alle API (Application Programming Interface) chiunque ha la possibilità di personalizzare il software in base alle proprie esigenze, generando interfacce ad-hoc integrabili su qualsiasi tipo di piattaforma, permettendo di incrementare l’accessibilità ai servizi.

Sul fronte CAT tools, invece, la fanno da padrone le soluzioni Cloud-based, che presentano interessanti possibilità di connessione, anche in questo caso automatizzata, a siti-web, app, software di vario genere, integrando il processo di traduzione a quello di creazione dei contenuti. Non c’è più bisogno di preoccuparsi di gestire la produzione di formati per la traduzione e la loro movimentazione. I CAT tools si “accorgono” della presenza di nuovi contenuti in lingua originale, importano i contenuti predisponendoli alla traduzione, e li restituiscono tradotti pronti alla pubblicazione. Il tutto senza generare alcun file da controllare, inviare, scaricare e caricare.

Dal punto di vista personale l’esperienza è stata molto stimolante. Ho conosciuto molte persone e ascoltato storie che mi hanno aiutato ad ampliare la mia visione del settore, superando qualche pregiudizio legato alla rigidità dei sistemi gestionali e delle norme.

Sono tornato in Italia con qualche nuovo amico e con un sacco di idee nuove su possibili sviluppi dei nostri servizi e processi!

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